Un pò di Banksy

Fino all’11 aprile 2021 il grande artista e writer inglese Banksy sarà a Roma presso il Chiostro del Bramante.

Grazie ad un percorso espositivo di oltre 100 opere, provenienti da collezioni private, verrà raccontata la storia del grande artista sconosciuto più influente nel mondo dell’arte, che ha impressinato il mondo con le sue opere marchiate di ironia, politica, protesta e denuncia.

Una denuncia, a mio avviso, ad un mondo privo di empatica, rispetto e amore, dove a dominare non è il rispetto ma la corruzione in veste sacra. Una denuncia ad un mondo ormai schiavo della sua stessa creazione: la globalizzazione che lo ha reso, assieme ai suoi abitanti, un essere catatonico.

È una delle prime serigrafie realizzate da Banksy. La stessa immagine è apparsa per la prima volta su un muro a Londra con due agenti di polizia. Questo stencil nel tipico stile in bianco e nero dell’artista raffigura un singolo poliziotto, che provoca lo spettatore. La figura indossa l’elmetto caratteristico della polizia di pattuglia in Inghilterra e in Galles, evocando il fascino vintage del poliziotto di quartiere “Bobbies on the Beat” e programmi televisivi come “Heartbeat” che hanno reso romantica la polizia. Qui il benevolo stereotipo del bobby è rappresentato con uno sguardo insolente, suggerendo in realtà che potrebbe essere un imitatore. con questo gesto energico Banksy sembra avertire il pubblico di diffidare delle autorità, alludendo forse anche alla diffusa corruzione e agli episodi di razzismo segnalati tra le forze di polizia negli ultimi decenni.

L’immagine di una presunta figura preistorica che singe un carrello della spesa è la stessa dell’opera su cemento, “Early man Goes to Market” (“L’uomo primitivo va al mercato”), che Banky ha clandestinamente esposto all’interno del British Museum nel maggio 2005, durante una delle sue numerosi incursioni all’interno di musei. L’artista ha collocato la pittura rupestre di fianco ad un opera della collezione del Museo inglese, che successivamente ha acquistato l’opera di Banksy per la collezione permanente. Il quadro era accompagnato da una didascalia “questo esempio finemente conservato di arte primitiva risale all’era post-catatonica e si ritiene descriva l’uomo primitivo mentre si avventura verso il terreno di caccia fuori città. L’artista che ne è l’autore è noto per aver creato un corpus consistente di opere in tutta l’Inghilterra sudorientale con lo pseudonimo di Bansksymus Maximus, ma si sa poco di lui”.

La controversa serigrafia di Banksy Christ with Shopping Bags, conosciuta anche come Consumer Jesus o CWSB, è stata pubblicata nel 2004 come edizione limitata. L’opera riprende l’iconografia sacra della crocifissione di Gesù Cristo, il cui corpo tuttavia anzichè essere appeso alla croce con dei chiodi, appare come sorretto da alcune borse della spesa colme di regali di Natale. L’immagine su sfondo grigio, che evoca un senso di presagio e di oscurità, si apre a più significati. Denunciando il commercio moderno, e in questo caso, puntando un dito sull’ipocrisia della celebrazione del Natale, Banksy giustappone due temi diversi per scioccare lo spettatore: l’intrusione del consumismo nelle mani di Gesù Cristo evoca un senso di desolazione e di disagio nello spettatore. Inoltre, Christ with Shopping Bags simboleggia il peso che il consumismo ha sui valori originali insegnati attraverso il cristianesimo e suggerisce la natura effimera del Natale moderno, mettendo in luce coem la società si è sacrificata per i beni materiali.

Altre opere…

Fonte: Chiostro del Bramante, Roma

Saviani Eleonora Giulia, 10/10/2020

#babyartsocial

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