Insieme per riprenderci le nostre vite

L’uomo e l’ancora della filosofia

L’uomo moderno o, chiamatelo, l’uomo di oggi è pervaso da un sentimento di smarrimento a causa di una società economica che non lo consiera più come “il protagonista” del mondo meccanizzato, bensì “un oggetto”: una macchina al pari di quelle industriali finalizzata a promuoverne lo sviluppo e la crescita.

Un concetto tutto racchiuso nel tweet shock del Governatore della Liguria Giovanni Toti riguardo la tragica situazione nazionale sul Coronavirus : «Per quanto ci addolori ogni singola vittima del #Covid19, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della #Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese».

Una vera e propria meccanizzazione dell’uomo. Un abuso e uno sfruttamento dei corpi racchiusi in una società di egoismo e isolamento che il Covid mette allo scoperto senza vergogna: ci siamo isolati, allontanati e nascosti dietro uno schermo per far sentire la nostra voce. Ci siamo segregati nel nostro io rifiutando il rapporto con l’Altro, necessario per conoscere noi stessi e rispettarci in una veste di responsabilità sociale.

Forse oggi, in questo mondo di solitudine e privo di prospettive, la nostra “ancora di salvezza” potrebbe essere la filosofia, la quale venne gradualmente allontanata dall’uomo con la perdita del lato spirituale di quest’ultimo a causa dell’avvento delle scienze e quindi della ragione strumentale.

Quella filosofia che ha la grande responsabilità di formare il pensiero e la cultura attraverso il richiamo perenne alla ricerca del vero deve, oggi, recuperare la sua vocazione originaria.

Oggi sembra che una vita degna di essere vissuta non possa riposare su alcun elemento di stabilità. Tuttavia ogni uomo esige un fondamneto; per concepire se stesso, non può accontentarsi di vivere nell’effimero. Importante è l’interrogativo sul vero senso dell’esistenza.

Il vero senso dell’esistenza, il suo fondamento, si trova non si costruisce. Si tratta di una ricerca di ciò che, pur nascosto, è di fronte a me, al di fuori di me, comunque io mi ponga rispetto ad esso. Per trovare il fondamento della mia vita io devo uscire da me stesso e andare incontro all’Altro, perchè è in questa intenzione che io troverò anche, o perderò, me stesso nell’eterna reciprocità mimetica con il mio Altro.

Una ricerca che conduce al “ritrovamento” di ciò che è il vero, il bene, il bello nella realtà; in sintesi alla felicità.

Se tale ricerca fosse soggettiva, varrebbe per il singolo e con ciò si andrebbe contro l’Altro. Ritorneremo ad un titanismo individuale e ad una lotta di tutti contro tutti. Ritorneremo ad uno stato di menefreghismo ed egoismo, ossia ai capisaldi della nostra epoca.

Solo insieme possiamo essere più forti.

#babyartsocial

Saviani Eleonora G.

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